L’utilizzo di latte d’asina quale sostituto del latte umano in caso di agalassia materna o intolleranza del bambino  è una pratica antica, la cui validità scientifica è riconosciuta dalla medicina moderna non solo come sostituto del latte materno, ma come alimento ricco di proprietà biologiche

Il latte d’asina, infatti, per le caratteristiche simili a quello materno, ma anche per l’elevata presenza di componenti biologicamente attive, viene in effetti considerato un “farma-food” che risolve i problemi delle intolleranze al latte vaccino nell’età neonatale, ma anche, per l’elevato contenuto in calcio e la sua biodisponibilità,  lo rende estremamente utile tanto per gli anziani affetti da osteoporosi quanto per le donne in menopausa.

L’elevato potere ipoallergenico del latte di asina che ne richiede l’uso in caso di allergie alle proteine del latte vaccino, determinando la sindrome APLV,  oltre che colpire 15-20.000 bambini ogni anno, coinvolge una percentuale della popolazione variabile da 2 al 7%.

Il suo utilizzo resta confinato al consumo diretto tal quale o liofilizzato, talora a yogurt come ingrediente di gelati o biscotti per l’infanzia.

La necessariamente breve shelf life del latte, dello yogurt e dei gelati ne costituisce un limite alla commercializzazione. Il non poter produrre formaggi è un notevole handicap, non superato dal fatto che, per poterlo coagulare, è necessario miscelarlo con altri tipi di latte ( es. bovino o caprino) perdendosi gran parte dei benefici per i quali il latte d’asina viene utilizzato, non ultimo il basso impatto sul sistema immunitario anche in termini di allergenicità.

Scopo del progetto è pertanto di mettere a punto un modello per un settore per nulla indifferente quanto a numero di aziende presenti sul territorio e potenzialità di mercato vista la crescente attenzione da parte di sempre più consumatori ad alimenti ricchi di qualità biologiche, privi di conservanti, anergici, che il latte di asina può soddisfare.

Obiettivi del progetto sono pertanto:

  • la creazione di una piattaforma comune dei produttori di latte di asina e derivati
  • attraverso la piattaforma un link diretto tra produttori e consumatori
  • il censimento di aziende e animali da latte oggi non distinti in anagrafe
  • un riferimento certo e agevole per chi necessiti di latte per bambini intolleranti
  • la creazione di un sistema comune e diffuso di produzione e assistenza tecnica
  • la caratterizzazione dei termini di sicurezza dei prodotti
  • la caratterizzazione merceologico sensoriale dei prodotti

E’ evidente il ruolo attivo dei Veterinari nella creazione della piattaforma inducendo le aziende ad aderire, compilando il catalogo delle produzioni e la disponibilità dei prodotti, la promozione di un sistema diffuso e comune di assistenza tecnica a un alimento destinato a frange fragili di popolazione, la creazione di un incontro tra le esigenze della produzione e quelle dei consumatori.

Più che un impatto sulle filiere locali, si ritiene degno di attenzione il fatto che, con il modello costituito dal progetto, si possa cogliere l’occasione di creare un network tra le aziende produttrici di latte di asina e prodotti derivati che non riescono a soddisfare una richiesta socialmente elevata, costituita da 15.000 -20.000 bambini nati ogni anno da madri in agalassia o intolleranti al latte di altre specie animali.

Si potrebbe anche risolvere il problema dell’attuale mancato incontro tra produttori e famiglie che induce le aziende produttrici di latte di asina ad alimentare di materia prima la filiera dei cosmetici.

Ciò potrà  avvenire attraverso la creazione di una  piattaforma comune tra produttori aperta alle richieste dei consumatori e degli stessi pediatri che ne indirizzano al consumo.

Comune perché dà accesso all’insieme delle aziende  con le informazioni relative al catalogo di ciascuna di esse.

Aperta perché in area pubblica ed accessibile ai consumatori che attualmente hanno difficoltà a reperire questo alimento.

Si potrebbe insomma creare un distretto dei prodotti di latte di asina che avrebbe una valenza, oltre che economica, decisamente sociale, costituendo anche una soluzione per un problema non solo italiano.

Ma anche una straordinaria opportunità per la Veterinaria di valorizzare la professione e il proprio ruolo sociale.

Anche in questo caso Veterinari, collaboratori, le stesse aziende aderenti al progetto saranno attori e decisori delle gerarchie, delle modalità di svolgimento del progetto, delle fasi di realizzazione, attraverso il link che verrà creato tra tutti gli aderenti.

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